Dall’Egitto a Leuca per un futuro migliore

Da un fotoreportage di Danilo Calogiuri, testo di Francesco Aprile

Il Paese Nuovo, 2011-12-11

Intercettato un peschereccio a 18 miglia dalla costa salentina, al largo di Capo di Leuca. A bordo, 75 extracomunitari, tutti egiziani, 15 dei quali minorenni. Viste le condizioni del mare, unità navali della Guardia di Finanza hanno scortato il peschereccio fino al porto di Gallipoli, preferendolo, come destinazione più sicura da raggiungere, a quello di Otranto. Le operazioni di sbarco, iniziate verso le 13:30, e durate per circa un’ora, hanno visto la Croce Rossa prestare soccorso ad un uomo ferito ed un ragazzo colpito da malori. Gli altri, in buone condizioni, sono stati inviati al centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. La Guardia di Finanza ha fermato un solo uomo, sospettato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Erano le prime ore del mattino di venerdì 9 dicembre. Il mare in tempesta era un continuum con le esistenze di quanti, affranti dalle ultime vicende d’Egitto, tentavano la speranza per mare verso altri posti, altre storie, un futuro diverso, verso una condizione sociale che, probabilmente, non fosse quella del bilico, pericoloso, di un sistema poco tempo fa sovvertito e preda nuovamente di soprusi e violenze ancora da sovvertire e, poi, capovolte e ritornate in preda al caos, col primo ministro che rassegnava le dimissioni e il Consiglio Supremo Militare a rifiutarle, mentre il clima teso, tra i fondamentalismi del mondo arabo che avanzano e quanti – invece – tendono al cambiamento, inasprivano l’aria e la condizione pesante del sostare. Quanto resta della rivoluzione simbolo di una primavera sepolta, ora, dalle onde in tempesta, di una piazza che fa la conoscenza di un inverno sfrontato perché affranta da quella promessa di cambiamento che, veicolata in tempo reale sulla rete, per fuggire alla censura del governo  – si pensi alla trattazione storica che offre Sandro Landi, docente di Storia moderna all’Università Michel de Montaigne di Bordeaux, che analizza la storia dell’uomo attraverso l’apporto avuto dai media e dalla censura sui media stessi come creazione dell’opinione pubblica – è ora ingarbugliata nei lacrimogeni sociali di pretese egoiche-militari al potere, e conosce passaggi difficili che ne allontanano, temporaneamente, la risoluzione e portano i cittadini egiziani alle traversate della speranza. Quanto resta della rivoluzione scritta nei post e messaggi di facebook; quanto resta della collettivizzazione di una coscienza storica e sociale scolpita nel mondo virtuale? Mentre si alza la polvere restano le tensioni e le speranze di un guardare oltre, e lotte e fughe e attese di un futuro migliore.

2011-12-10

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