La percezione frenetica di Ignazio Apolloni

La percezione frenetica di Ignazio Apolloni
Racconti cinematici e cinematografici
di Francesco Aprile, su

immagine.poesia.over-blog.it/pages/La_percezione_frenetica_di_Ignazio_Apolloni_Racconti_cinematici_e_cinematografici_Francesco_Aprile-8937580.html

Trentotto racconti. Trentotto racconti e l’impossibilità di determinarne una figura unica, per racconto, una rappresentazione finale. Trentotto racconti che hanno il peso, leggero, dell’immaginario e la cadenza dell’immagine. Un diverso modo di accostarsi al reale e trasfigurarlo. “Racconti cinematici e cinematografici” è il titolo di Ignazio Apolloni, pubblicato da Edizioni Arianna nel 2013, e che raccoglie trentotto racconti brevi dell’autore siciliano.

Il punto di partenza è l’indeterminazione dei luoghi e dei tempi della narrazione. L’aspetto favolistico della narrazione di Apolloni torna a costruire percorsi letterari ritmati sulle sconnessioni temporali, in un luogo autorale laddove non sia più possibile contare il tempo, darne una “dimensione”, perché è proprio la veduta sul tempo, lo sguardo su di esso, a mancare, a venire meno in una costruzione storica che mescola il presente ed il passato, così come li conosciamo, riprendendo a mo’ di spunto nomi storici dell’ambiente culturale (Marlène Dietrich, Verga), luoghi topici e utopici della letteratura mondiale (Potsdamer Platz, Brest e la sua Querelle, Acitrezza), che entrano, nel raccontare dell’autore siciliano, con il respiro mitico di quei luoghi, e quelle figure, che per qualità dell’afflato sanno costruirsi una propria dimensione al contempo sincronica e diacronica, una cadenza poietica intrecciata con l’aspetto favolistico della narrazione.
Il percorso letterario ci appare come una rilettura in chiave contemporanea della scrittura favolistica, svuotata di una qualche morale intrinseca – al lettore il compito di leggerne o scegliere di leggerne una fra le righe – dove i personaggi non appaiono come fantastici, ma pescati dal reale finiscono per trascenderlo attraverso storie che spesso sembrano iniziare nel momento della fine, e si modulano con l’aspetto iniziatico di una serie di riti moderni, dalla lotta e ricerca di una continua affermazione di sé attraverso il denaro o la scoperta casuale di questo, che ci appare spesso traslato dietro scenari fantastici e comuni, appartenenti al sostrato collettivo delle storie dell’infanzia.
Il tessuto che sostiene l’incedere delle parole rende bene il titolo stesso del libro. La scrittura, infatti, si sostanzia come uno scorrere di immagini, in quel movimento che è tipico dell’immagine reale, un movimento, che dalla totalità, fissa una serie di particolari nella lettura cinetica di un orizzonte cinematico dello spazio attorno. Nel testo il contesto costruito sulle scene fantasma, mancanti e sottointese, riprese dalla costruzione tipica del fumetto, fino al costrutto cinematografico, a queste immagini frammentate e prospettiche che saltano in maniera improvvisa dall’una all’altra, legandosi in maniera indissolubile allo sguardo del lettore, appunto, nell’azione movimentata della percezione vitalistica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: