New Page, nuove adesioni: Giorgio Moio

Proseguono le novità del movimento letterario New Page che si arricchisce di nuove adesioni e nuovi testi. Fondato nel 2009, presenta oltre 100 opere, in store, e ora anche sul sito web, per 45 autori di 12 nazionalità diverse. Oggi si impreziosisce della presenza del poeta, poeta visivo, scrittore italiano Giorgio Moio.

https://newpageinstore.wordpress.com/2016/10/27/np_31_giorgio-moio/

Giorgio Moio, poeta, con incursioni nella critica letteraria, nasce a Quarto (NA) il 25.5.1959. Già redattore di «Altri Termini», «Oltranza» (di quest’ultima è anche tra i fondatori) e direttore editoriale delle Edizioni Riccardi, nel ‘98, anno in cui inizia a partecipare a mostre collettive di poesia visuale (una sessantina fino ad oggi), fonda e dirige, per la suddetta Casa Editrice, la rivista «Risvolti», giunta al suo 21° numero. Pubblica le seguenti raccolte di poesia: Scritture d’attesa (1989); Sabbie mobili (1996); Work in progress (1997); Oltre la soglia del dolore (1999); L’uomo dagli occhi rosa, con C. Bugli (2000); Un vibrato continuo (2002) e Libro d’artista n. 33, (2002), con L. Caruso; Parodie marine (2003); Con occhio allegorico (comprende anche Parodie marine, 2005 – finalista Premio Feronia-Città di Fiano 2006); La fiera degl’inganni (2008); Elaborando il tempo (aforismi – 2011); Per mutazioni (e-book –, 2014); Dove la terra trema, con P. Della Ragione (prosa – 2015); Tra impegno e fuga (saggistica – id.). Con le Ed. Riccardi ha anche pubblicato una specie di romanzo, La finestra (2004). Presente in volumi collettanei, antologie e cataloghi d’arte, ha curato e partecipato ad eventi culturali, letture di poesia, mostre.

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New Page è un movimento letterario fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro, in Italia. Dal marzo 2013 al primo agosto 2016 la curatela del movimento è stata a due voci: F. S. Dòdaro-F. Aprile. A partire dall’agosto 2016 la direzione è affidata a Francesco Aprile. Narrativa di cento parole. Romanzi brevi, brevissimi, di cento parole, in store, da esporre nelle vetrine dei negozi, su crowner, pannelli cartonati molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. E poi. Ancora. Apre al teatro, alla poesia. Teatro in store. Teatro di cento parole. Poesia in store, nelle vetrine. Poesia di poche parole in store.  Nella piazza comunicazionale del terzo millennio. In ultimo, la sezione scavi del movimento. Per indagare le vie del linguaggio, in store, ma senza il limite delle cento parole.

«I romanzi, la poiesi in genere, intercettano l’ora, il contesto, l’ampio know-how, ed escono dalle gabbie speculative – commerciali e di potere – per diffondersi tra i frammenti, le desolazioni, le mancanze, gli smembramenti, le solitudini. L’amore. Cento parole. Ritorna, in altra veste, il cantastorie. Il cantastorie del terzo millennio». (Francesco Saverio Dòdaro, 2010-03-18)

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