Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (prima e seconda parte) – 2/3

Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (seconda parte)

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Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (prima parte)

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Presentazione di “Già così tenera di folla (per F. S. Dòdaro)”, Altamura, 10-07-2019

Presentazione del libro

di Francesco Aprile

Già così tenera di folla (per F. S. Dòdaro), Oèdipus Edizioni, collana “Intrecci”, giugno 2019

Mercoledì 10 luglio
Ore 19:00
presso
Libreria Nuova Macelleria Patella
Via M. Giannelli, 85, 70022 Altamura BA

Dialogano con l’autore
Clara Patella
Vittorino Curci

Francesco Saverio Dòdaro (Bari 01/08/1930 – Lecce 09/02/2018), a cui il libro è dedicato – ripercorrendone, in parte, vita e opere –, è stato poeta, poeta verbo-visivo, teorico dell’arte e della letteratura, narratore, operatore culturale, studioso del libro e delle sue forme. La vita e l’opera di Dòdaro sono ripercorse nel libro in una forma che tiene insieme poesia, prosa e teatro, seguendo l’idea dòdariana dell’abbattimento delle barriere fra i generi, i linguaggi, i media.

Dòdaro, nato nel Trenta a Bari, sfollato a Turi durante la guerra, formatosi nel solco del Meridionalismo grazie ai ripetuti contatti coi Fiore (Vittore, presso l’ufficio stampa della Fiera del Levante, e Tommaso), amico dei poeti Vittorio Bodini e Rocco Scotellaro grazie a un legame nato nella magica avventura del “Sottano” a Bari, veniva introdotto, da giovanissimo, agli incontri di Laterza e a quelli della “Scaletta” di Matera, allievo di Giorgio Morandi a Bologna, in pittura bruciava gli smalti nel ’54 (come Burri), in “fuga” nella Parigi della grande cultura del dopoguerra, amico fraterno del poeta armeno Hrand Nazariantz, ha stretto legami con le intelligenze più vive e interessanti del Secondo Novecento (da Carmelo Bene a Luciano Caruso, da Antonio L. Verri a Edoardo De Candia, da Julien Blaine a Lamberto Pignotti, da Aldo Dramis a Vittorio Pagano, da Richard Kostelanetz a Shoachiro Takahashi, da Giovanni Fontana a Ruggero Maggi a Rolando Mignani ecc.), ha dato vita, negli anni, ad alcune delle collane editoriali più rivoluzionarie, contribuendo in maniera sensibile alla riformulazione dell’oggetto-libro (romanzi su cartolina, poesia e scritture da proiettare, poesia per internet, narrativa in store), è stato, con il Movimento di Arte Genetica da lui fondato nel 1976, “il vero precursore di quella ricerca artistica che solo dopo una ventina d’anni sarebbe stata rivalutata e consumata da vari artisti internazionali” (Ruggero Maggi).

Dall’introduzione di Alfonso Lentini:

Giovane ma già importante esponente (nonché studioso) dell’Asemic writing (quella scrittura priva di “senso” che, secondo una bella espressione di Adriano Accattino, “non lascia tracce e non fa rumore”), Francesco Aprile propone in questa sua pubblicazione qualcosa che, pur non essendo del tutto ascrivibile all’Asemic writing, ad essa somiglia molto. Dell’Asemic writing qui troviamo il ritmo semantico spezzato (per quanto non ridotto allo zero), troviamo il gusto per le torsioni (o trasgressioni o stravolgimenti) lessicali e di sintassi, troviamo l’idea dello scrivere come movimento incompiuto, azione comunicativa che si svolge sottotraccia attraverso connessioni fulminee e percorsi non lineari, troviamo l’idea del gesto aperto, quasi una curva nell’aria, qualcosa che somiglia al movimento ampio, fisico, naturalmente elegante del contadino che, dopo l’aratura, sparge a spaglio il seme sul suo campo. Insomma, vi troviamo l’irregolarità eretta a scelta di campo. Tuttavia il raffinato e coinvolgente tessuto testuale di questo libro è disseminato di sensi, è dotato di una non comune urgenza del dire; e infatti fin dalle prime parole si vede che è una sorta di lettera, un filo che si dipana onduloso a girotondo di rondine e si inoltra inclusivo, affollato di nomi, situazioni, eventi: gli eventi, i passi e le passioni che negli anni hanno dato corpo al mondo intricato e meraviglioso della sperimentazione espressiva e del pensiero difforme. Un capo di questa lettera-filo è idealmente nelle mani di un personaggio chiave, anzi una persona, Francesco Saverio Dòdaro, che di quel mondo è sta- to indiscusso protagonista: a lui Aprile dedica il suo scritto e a lui rivolge il suo discorso. Però Dòdaro qui non è soltanto il destinatario; è anche (e forse soprattutto) il centro di irradiazione delle ragioni forti che abitano nel profondo di questa apostrofe appassionata. Il testo di Aprile traccia infatti, sia pure a frammenti, le linee di un racconto fatto di azioni e di immaginazioni. […] Il testo si svolge perciò come una rievocazione à rebours: un attraversamento memoriale di una sfida collettiva che non può fermarsi neppure di fronte alla grande sacca di vuoto e di dolore che la scomparsa di un protagonista lascia inevitabilmente dietro di sé. Il giro armonico, quasi balestriniano, scandito da reiterazioni e riprese testuali, i frequenti rallenta- menti sintattici che farebbero pensare al Sanguineti di Laborintus in questo caso non sono esercizi retorici; servono piuttosto a sottolineare il movimento a spirale, cioè continuo, incessante, delle vite e delle sfide intellettuali che si avvicendano nella storia.

Estratti dal testo:

Pronto? Il Porto? Non più la “R” di Jarry, ma «bianca della bianchezza del fuoco» questa notte. Pronto? Il mare? «Un poeta che ha amato, che ama la poesia». I quadri di Edoardo, le marine mangiate dal sale, quanta tenera folla è questa notte, quanta tenera folla è questa notte. «Quando una domeni- ca di maggio del 1988», quando il grande tavolo, il grande vecchio, l’ombra della quercia, le ciliegie di Turi, la guerra, i camion portano i soldati, bombar- deremo la città, il dopoguerra, Einaudi, l’uovo del presidente, la discrezione, la bicicletta le campagne il Meridionalismo e Tommaso e Vittore e quando una notte di febbraio ha fatto luce sul cielo della Santé, ecco vedi, quando un venerdì di febbraio, il nove, come Vanini, vedi, Saverio, il cielo era grande, la pioggia si apriva al cadere, la notte era già così tenera di folla, già così tenera di folla.

[…]

Nel procedere, la dinamica del tuo dire essenziale / concede lo strapiombo, / la vertigine / del profondo / nel procedere / lo strapiombo del tuo dire essenziale, / masticato fra la parola e il gesto, / raccoglie nel diverso i fiori del pittosforo / il petalo del ciliegio / le bombe a grappolo nella notte / il pastore sulla murgia, / in inverno, / «Pronto? L’innocenza». / Il canto, quando è cosmico, / contiene ogni solitudine, / o strapiombo, nascita. /Nel procedere del tuo dire essenziale, / vedi Saverio,  / ho contato i moti dell’universo / che già nel pensare che una / tale forma potesse suonare, / già, una tale forma, ecco, / il suono monotono / di un fischietto di terracotta / contiene tutte le poesie del mondo / e questi corpi, / tutti, illuminati come ferite, / di una nascita, / di tante nascite / di infinite nascite, / tutti questi corpi / univerbati in un solo fonema / nel mulino cileno dei colori simultanei / sopra il cornicione del cielo / le spighe del sole,  / il ponte Mirabeau, le rose metalliche, la notte, / queste fantasie verbali, figlio figlio, / nell’esercizio dei nostri fiori / il tempo è un’invenzione / che mentre i corpi sfarinano, / che mentre i corpi, sfarinano, / albeggiano ogni giorno / le nostre rivoluzioni secondarie; / il respiro, il suono, un libro / ; queste nostre azioni, ora primarie, / il mondo il mondo,  / o «la poiesi orologio della storia».

Nota biografica dell’autore

Francesco Aprile (1985, Lecce), poeta visivo, autore di scritture asemantiche, asemic-glitch writing, glitch, asemic cinema, abbecedari asemantici, scritture sbagliate, ha aderito nel 2010 al movimento letterario “New Page – Narrativa in store”, fondato nel 2009 da F. S. Dòdaro, diventandone direttore dal 2013 con Dòdaro, dal 2016 in autonomia. Ha fondato nel 2011 il gruppo “Contrabbando Poetico”, firmandone il primo manifesto, e con Cristiano Caggiula, nel 2014, la rivista Utsanga.it. Sempre con Caggiula ha curato i volumi Asemic writing. Contributi teorici (Ivrea, Archimuseo Adriano Accattino, 2018) e La parola intermediale: un itinerario pugliese (Cavallino, Biblioteca Gino Rizzo, 2017). Nell’area delle scritture verbovisive è presente con pubblicazioni presso Poetry Library (Londra), Tate Library (Londra), Poetry Collection (Buffalo University) e con opere presso Archimuseo Adriano Accattino (Ivrea), Accademia di Belle Arti di Palermo – Collezione libri d’artista, ArtPool Art Research Center (Budapest), Imago Mundi-Visual Poetry in Europe (Fondazione Benetton) ecc. Dal 2016 è inserito in ADA-Archive of Digital Art/Media Art Research Center (Danube University, Krems). Diverse sono le pubblicazioni in poesia e poesia visiva.

Gianluca Garrapa | Cinque testi per “New Page” – luglio 2018

New Page è un movimento letterario fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro, in Italia. Dal marzo 2013 al primo agosto 2016 la curatela del movimento è stata a due voci: F. S. Dòdaro-F. Aprile. A partire dall’agosto 2016 la direzione è affidata a Francesco Aprile. Narrativa di cento parole. Romanzi brevi, brevissimi, di cento parole, in store, da esporre nelle vetrine dei negozi, su crowner, pannelli cartonati molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. E poi. Ancora. Apre al teatro, alla poesia. Teatro in storeTeatro di cento parolePoesia in store, nelle vetrine. Poesia di poche parole in store.  Nella piazza comunicazionale del terzo millennio. In ultimo, la sezione scavi del movimento. Per indagare le vie del linguaggio, in store, ma senza il limite delle cento parole.

«I romanzi, la poiesi in genere, intercettano l’ora, il contesto, l’ampio know-how, ed escono dalle gabbie speculative – commerciali e di potere – per diffondersi tra i frammenti, le desolazioni, le mancanze, gli smembramenti, le solitudini. L’amore. Cento parole. Ritorna, in altra veste, il cantastorie. Il cantastorie del terzo millennio». (Francesco Saverio Dòdaro, 2010-03-18)

Gianluca Garrapa | Cinque testi per “New Page” – luglio 2018

https://newpageinstore.wordpress.com/2018/07/24/np_38-gianluca-garrapa/

https://newpageinstore.wordpress.com/2018/07/24/np_38-2-gianluca-garrapa/

https://newpageinstore.wordpress.com/2018/07/24/np_38-3-gianluca-garrapa/

https://newpageinstore.wordpress.com/2018/07/24/np_38-4-gianluca-garrapa/

https://newpageinstore.wordpress.com/2018/07/24/np_2-gianluca-garrapa/

FRANCESCO APRILE, Una inesaurita ricerca. L’opera di Dòdaro fra parola e new media

FRANCESCO APRILE, Una inesaurita ricerca. L’opera di Dòdaro fra parola e new media

(per ricordare il poeta barese Francesco Saverio Dòdaro, che ci ha lasciato il 9 febbraio 2018 a Lecce, proponiamo un testo di Francesco Aprile, collaboratore, amico e “allievo” di Dòdaro. Il testo qui presentato fa parte del convegno La parola intermediale: un itinerario pugliese (Cavallino 25-26 Maggio 2017), a cura dello stesso Aprile e Cristiano Caggiula)

su Frequenze Poetiche, a cura di Giorgio Moio, 2018-06-28

http://frequenzepoetiche.altervista.org/francesco-aprile-una-inesaurita-ricerca-lopera-di-dodaro-fra-parola-e-new-media/

FRANCESCO APRILE, Una inesaurita ricerca. L_opera di Dòdaro fra parola e new media _ Frequenze Poetiche (pdf)

Radioquestasera, 2018-06-23, intervista a cura di Gianluca Garrapa

Utsanga, da Contrabbando Poetico (2011) a Utsanga (2014 – ); Contrabbando Poetico: poesia come installazione effemira e parassitaria, performance come rilettura delle modalità fruitive, rilettura dei supporti. Utsanga: relazioni fra parola e new media, poesia visiva/asemic writing. New Page: cortocircuitare la comunicazione economico-strumentale.

New Page @ “Poesia ultracontemporanea” / “Critica impura”, aprile 2018

New Page @ “Poesia ultracontemporanea” / “Critica impura”, aprile 2018

Francesco Aprile, Informativa Oggetticale – Poesia Ultracontemporanea

Francesco Aprile, tre testi New Page – CRITICA IMPURA

Utsanga.it, #15 – #15 bis Omaggio a F. S. Dòdaro

Utsanga, #15, marzo 2018

Abdellah El Haitout, Alfonso Lentini, Alina Chernenko, Anna Boschi, Francesco Aprile, Arthur Dudley, Andriy Antonowskiy, Volodymyr Bilyk, Beppe Piano, Joszf Bìrò, Brock Danielson, Carlo Bugli, Cyril Arkantos, David Chirot, Dirk Vekemans, Kiki Franceschi, Adriano Accattino, Edouard Stelmach, Eugenio Lucrezi, Federico Federici, Giacomo Carmagnola, Gianluca Garrapa, Giovanni Fontana, Jai T. Morley, Jeff Bagato, Jerome Peignot, Judith Copithorne, Richard Kostelanetz, Mark Young, Michael Betancourt, Nicolò Gugliuzza, Olga Konoval, Oronzo Liuzzi, Osvaldo Cibils, Panni Szirmai, Ruggero Maggi, Salvatore Salamone, Svitlana Nebozha, Valeri Scherstjanoi, Valérie Raymond-Stempowska, Wellington Silva.

Utsanga, #15 bis, Omaggio a Francesco Saverio Dòdaro

Francesco Aprile, Bartolomé Ferrando, Cristiano Caggiula, Donato Di Poce, Egidio Marullo, Fernanda Fedi, Fernando Miglietta, Giovanni Fontana, Gino Gini, Giorgio Moio, Julien Blaine, Luc Fierens, Luciano Caruso, Lamberto Pignotti, Ruggero Maggi.

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