Presentazione di “Enigma” di Giuseppe Piano

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New Situazionisme 30 agosto – 11 settembre 2019

New Situazionisme, Lome

New Situaziosime
Rovereto
30 agosto – 11 settembre 2019

“New situazionisme” è il movimento che, facendo seguito a un glorioso quanto enigmatico momento della storia dell’arte, termine che ammicca all’inglese e in modo indisciplinato al francese, definirà la propria genesi in questo contesto: il manifesto sarà qui scritto a più mani.

Dangelo e Lome, Anna Boschi, Gudrun de Chirico, Jakob de Chirico, Gigi Zoppello, Osvaldo Maffei, Renato Sclaunich, Eugenio Lanfranco, Ruggero Maggi, Gerard Broutin, Giuseppe Desiato, Lamberto Pignotti, Jack Hirschman, Gabriele Picco, Roger Fritz, Luc Fierens, Kiddy Citny, Gianfranco Grisi, Tullio Mazzotti, Orazio Bacci, Orazio Gaetano, Giorgio Moiso, Alberto Casiraghy, Francesco Aprile, Ben Vautier, Luigi Bonotto, Heinrich Bunzel, Ampelio Zappalorto, Joseph Beuys, Sarenco e Giuseppe Chiari.

New situazionisme dal 30 agosto

30 agosto – 11 settembre 2019
Chiesa di Sant’Osvaldo e Ostello, Rovereto (TN)Dal 30 agosto all’11 settembre 2019, in occasione del Festival di danza Oriente Occidente, al quale rivolgono molteplici sguardi, due mostre e un ciclo di performance artistiche si svilupperanno tra la Chiesa di Sant’Osvaldo in Santa Maria e l’Ostello di Rovereto.

Dangelo – Lome: Il passo doppio
a cura di Francesca Piersanti e Massimo Montesi
Chiesa di Sant’Osvaldo – Santa Maria, Rovereto (TN)
Eventi di genere performativo presso il Cortile di S.Osvaldo
30 agosto – 11 settembre 2019
Ore 17.00 – 21.00
Inaugurazione venerdì 30 agosto ore 18.00

Dangelo – Lome: Il passo doppio, che inaugurerà il 30 agosto presso la Chiesa di Sant’Osvaldo nel borgo di Santa Maria, costituisce un nuovo tassello del sodalizio artistico tra l’artista trentino Lorenzo Lome Menguzzato e il milanese Sergio Dangelo. Come in un passo di danza divertito e vorticoso, le opere dei due artisti abiteranno gli spazi della suggestiva chiesetta in maniera giocosa e mutevole. Il lavoro dei due artisti si snoda tra pittura, scultura, assemblage, ed è accomunato dal colore guizzante e vivace, dal valore del segno, del gesto e della poesia. Tele, carte, oggetti e pensieri s’incontreranno in un corpus di opere realizzate a due mani e in divenire. L’evento espositivo sarà infatti arricchito da oggetti che verranno realizzati in coppia durante la mostra.
Accadrà tutto in un ambiente di confine, che oscilla sopra quel limite dove la maniera diventa eccesso, il pudore esuberanza, la personalità coro.
Imprevedibile e affollato, tutt’altro che lineare, l’insieme delle opere esposte in Sant’Osvaldo e degli eventi performativi correlati rispecchiano la capacità ludica, empatica, catalizzatrice di energie e sogni che il duo artistico sa far scorrere oltre la tela e i materiali fin dentro ai giorni, ai luoghi, alle relazioni, alla vita. La partitura a un certo punto diventa improvvisazione, il passo della danza irrefrenabile.
Nel tempo e negli spazi della mostra accadranno cose fuori programma: incontri, suoni, accadimenti (happenigs come si usava definire agli esordi la pratica di costruire eventi impermanenti attraverso i mezzi delle arti figurative). New situazionisme è il movimento che, facendo seguito a un glorioso quanto enigmatico momento della storia dell’arte, termine che ammicca all’inglese e in modo indisciplinato al francese, definirà la propria genesi in questo contesto: il manifesto sarà qui scritto a più mani.
Tutte le opere esposte saranno protagoniste di un’asta silenziosa, a cui è possibile registrarsi a inizio mostra.

Dangelo ha fondato il Movimento della Pittura Nucleare nel 1951 insieme ad Enrico Baj. Ha partecipato alla realizzazione di riviste internazionali. Ha alle spalle oltre cinquecento mostre personali e ha partecipato a più di 1500 mostre collettive nel mondo. Ha preso parte a quattro edizioni della Biennale di San Paolo, tre della Biennale di Parigi, tre del premio Pittsburgh, alla Quadriennale di Roma, a 6 edizioni della Biennale di Venezia, una delle quali con sala personale.

Lome, pittore e scultore trentino, è fondatore del progetto Bosco dei poeti che nasce una ventina di anni fa e raggruppa lungo il percorso circa seicento artisti per un totale di più di mille opere. Sono oltre 300 le mostre e gli eventi in Italia e all’estero a cui ha partecipato. I suoi lavori si trovano in importanti collezioni e progetti architettonici. E’ vincitore di importanti premi, tra i quali il prestigioso Premio Telecom Italia Contagiare Bellezza 2005 – Presidente Umberto Eco.

Il passo doppio: Eventi performativi
Cortile di Sant’Osvaldo – Santa Maria, Rovereto (TN)

Domenica 1 settembre ore 18.00
Eugenio Lanfranco, Shikata Ga Nai (20 minuti)
Shikata Ga Nai, letteralmente “non c’è niente da fare”, secondo l’antica saggezza giapponese è la capacità di lasciar fluire, e andare, le cose. L’arte calligrafica giapponese è la guida di una performance in cui i movimenti delle mani e la danza degli inchiostri percorrono le carte e trasformano l’arte in una pratica meditativa.

Dangelo, Feriale Festivo (10 minuti)
L’avvenimento di Sergio Dangelo è un omaggio a un vecchio gioco dei maestri surrealisti che ispirano un’azione in cui saranno distribuiti agli intervenuti enigmatici fogli per il Concilio mai avvenuto, un ermetico accadimento con conclusione ottimale per un pubblico già adulto.

Jakob de Chirico, Non danzo, non sogno (10 minuti)
Onirica ed esuberante, Non danzo, non sogno irrompe come un’azione visionaria, improvvisa e giocosa nella quale l’artista mescola oggetti colorati in un’azzardo alchemico che culmina in un gesto dal grande impatto visivo e snoda riflessioni sui nostri tempi, sui nostri corpi.

Mercoledì 4 settembre ore 18.00
Gigi Zoppello, Pretty everything I found on the ground walking from my home to here (20 min)
Una performance di walking-art. Una camminata che parte al mattino dall’abitazione di Zoppello a Trento e coinvolgerà il pubblico nei pressi della Chiesa di S.Osvaldo in una cerimonia-azione finale, una sorta di purificazione tramite i materiali raccolti lungo il cammino, nel segno di aria-acqua e fuoco .

Osvaldo Maffei, Vigilia (20 min)
Il video ripercorre la preparazione della performance Vigilius, realizzata in occasione del Dolomiti Pride 2018. Vigilia è backstage, rivive e documenta attraverso le immagini di Thomas Saglia che si impregnano del significato dell’attesa implicito nel titolo che allude anche al concetto di veglia, vigilanza su ciò che ancora deve accadere.

Renato Sclaunich, Yellow vibrations (omaggio a John Cage) (10 min)
Il colore giallo è il simbolo della luce del sole e dell’energia mentale e fisica. Chi è attratto dal giallo manifesta vitalità, accoglie con gioia le novità, solitamente è dotato di una fervente immaginazione. Ma cosa centra il giallo con J. Cage e quella sua particolare composizione del 1952? Quali erano le intenzioni del compositore? Il silenzio è un utopia?

Giovedì 5 settembre ore 18.00
Ruggero Maggi, Critici all’attacco – Buon Centenario GAC” 2014 (10 min)
con la collaborazione di Piero Cavellini e di Lillo Marciano
arciere: Oscar Ventura
Realizzata nel 2014 in occasione del centenario di Guglielmo Achille Cavellini (GAC), artista bresciano ideatore dell’autostoricizzazione, e qui riproposta, la performance è un contrattacco ai critici di cui GAC è stato bersaglio durante la sua vita.

Sergio Poggianella, Sciamani danzanti (15 min)
I tempi e le geografie delle pratiche sciamaniche s’incontrano nella centralità del corpo, del movimento, della presenza suggestiva dello sciamano. Al racconto video di diverse esperienze raccolte negli anni attraverso i viaggi di Sergio Poggianella, si unisce l’intervento di sciamani danzanti.

Lome, La danza di Fonio (20 min)
Sei danzatori conosciuti durante il festival Oriente Occidente danzeranno una leggenda Dogon secondo la quale l’Universo è stato creato da un segno, celebreranno Fonio, uno dei cereali più antichi utilizzati dagli esseri umani per la loro alimentazione coltivato in Africa dal 5000 a.C.

Performance Dipinta
a cura di Francesca Piersanti, Lorenzo Menguzzato, Sergio Poggianella
Ostello di Rovereto – Via Scuole, 18
31 agosto – 11 settembre 2019
Ore 10 – 12 e 14 – 20
Inaugurazione sabato 31 agosto ore 18.00

Dipinti, fotografie e progetti, libri di Dangelo, Lome, Anna Boschi, Gudrun de Chirico, Jakob de Chirico, Gigi Zoppello, Osvaldo Maffei, Renato Sclaunich, Eugenio Lanfranco, Ruggero Maggi, Gerard Broutin, Giuseppe Desiato, Lamberto Pignotti, Jack Hirschman, Gabriele Picco, Roger Fritz, Luc Fierens, Kiddy Citny, Gianfranco Grisi, Tullio Mazzotti, Orazio Bacci, Orazio Gaetano, Giorgio Moiso, Alberto Casiraghy, Francesco Aprile, Ben Vautier, Luigi Bonotto, Heinrich Bunzel, Ampelio Zappalorto, Joseph Beuys, Sarenco, Giuseppe Chiari.

Con il patrocinio di
Oriente Occidente
Comune di Rovereto

Partnership:
Distetto Famiglia Vallagarina
Ostello di Rovereto – Il Faggio Soc. Coop
Aste Dolomia
Bosco dei Poeti
Associazione Santa Maria Incontra
Casa del Vino Vallagarina

“New situazionisme” – 30 agosto / 11 settembre 2019

30 agosto – 11 settembre 2019
Chiesa di Sant’Osvaldo e Ostello, Rovereto (TN)

Dal 30 agosto all’11 settembre 2019, in occasione del Festival di danza Oriente Occidente, al quale rivolgono molteplici sguardi, due mostre e un ciclo di performance artistiche si svilupperanno tra la Chiesa di Sant’Osvaldo in Santa Maria e l’Ostello di Rovereto.

Dangelo – Lome: Il passo doppio
a cura di Francesca Piersanti e Massimo Montesi
Chiesa di Sant’Osvaldo – Santa Maria, Rovereto (TN)
Eventi di genere performativo presso il Cortile di S.Osvaldo
30 agosto – 11 settembre 2019
Ore 17.00 – 21.00
Inaugurazione venerdì 30 agosto ore 18.00

Dangelo – Lome: Il passo doppio, che inaugurerà il 30 agosto presso la Chiesa di Sant’Osvaldo nel borgo di Santa Maria, costituisce un nuovo tassello del sodalizio artistico tra l’artista trentino Lorenzo Lome Menguzzato e il milanese Sergio Dangelo. Come in un passo di danza divertito e vorticoso, le opere dei due artisti abiteranno gli spazi della suggestiva chiesetta in maniera giocosa e mutevole. Il lavoro dei due artisti si snoda tra pittura, scultura, assemblage, ed è accomunato dal colore guizzante e vivace, dal valore del segno, del gesto e della poesia. Tele, carte, oggetti e pensieri s’incontreranno in un corpus di opere realizzate a due mani e in divenire. L’evento espositivo sarà infatti arricchito da oggetti che verranno realizzati in coppia durante la mostra.
Accadrà tutto in un ambiente di confine, che oscilla sopra quel limite dove la maniera diventa eccesso, il pudore esuberanza, la personalità coro.
Imprevedibile e affollato, tutt’altro che lineare, l’insieme delle opere esposte in Sant’Osvaldo e degli eventi performativi correlati rispecchiano la capacità ludica, empatica, catalizzatrice di energie e sogni che il duo artistico sa far scorrere oltre la tela e i materiali fin dentro ai giorni, ai luoghi, alle relazioni, alla vita. La partitura a un certo punto diventa improvvisazione, il passo della danza irrefrenabile.
Nel tempo e negli spazi della mostra accadranno cose fuori programma: incontri, suoni, accadimenti (happenigs come si usava definire agli esordi la pratica di costruire eventi impermanenti attraverso i mezzi delle arti figurative). New situazionisme è il movimento che, facendo seguito a un glorioso quanto enigmatico momento della storia dell’arte, termine che ammicca all’inglese e in modo indisciplinato al francese, definirà la propria genesi in questo contesto: il manifesto sarà qui scritto a più mani.
Tutte le opere esposte saranno protagoniste di un’asta silenziosa, a cui è possibile registrarsi a inizio mostra.

Dangelo ha fondato il Movimento della Pittura Nucleare nel 1951 insieme ad Enrico Baj. Ha partecipato alla realizzazione di riviste internazionali. Ha alle spalle oltre cinquecento mostre personali e ha partecipato a più di 1500 mostre collettive nel mondo. Ha preso parte a quattro edizioni della Biennale di San Paolo, tre della Biennale di Parigi, tre del premio Pittsburgh, alla Quadriennale di Roma, a 6 edizioni della Biennale di Venezia, una delle quali con sala personale.

Lome, pittore e scultore trentino, è fondatore del progetto Bosco dei poeti che nasce una ventina di anni fa e raggruppa lungo il percorso circa seicento artisti per un totale di più di mille opere. Sono oltre 300 le mostre e gli eventi in Italia e all’estero a cui ha partecipato. I suoi lavori si trovano in importanti collezioni e progetti architettonici. E’ vincitore di importanti premi, tra i quali il prestigioso Premio Telecom Italia Contagiare Bellezza 2005 – Presidente Umberto Eco.

Il passo doppio: Eventi performativi
Cortile di Sant’Osvaldo – Santa Maria, Rovereto (TN)

Domenica 1 settembre ore 18.00
Eugenio Lanfranco, Shikata Ga Nai (20 minuti)
Shikata Ga Nai, letteralmente “non c’è niente da fare”, secondo l’antica saggezza giapponese è la capacità di lasciar fluire, e andare, le cose. L’arte calligrafica giapponese è la guida di una performance in cui i movimenti delle mani e la danza degli inchiostri percorrono le carte e trasformano l’arte in una pratica meditativa.

Dangelo, Feriale Festivo (10 minuti)
L’avvenimento di Sergio Dangelo è un omaggio a un vecchio gioco dei maestri surrealisti che ispirano un’azione in cui saranno distribuiti agli intervenuti enigmatici fogli per il Concilio mai avvenuto, un ermetico accadimento con conclusione ottimale per un pubblico già adulto.

Jakob de Chirico, Non danzo, non sogno (10 minuti)
Onirica ed esuberante, Non danzo, non sogno irrompe come un’azione visionaria, improvvisa e giocosa nella quale l’artista mescola oggetti colorati in un’azzardo alchemico che culmina in un gesto dal grande impatto visivo e snoda riflessioni sui nostri tempi, sui nostri corpi.

Mercoledì 4 settembre ore 18.00
Gigi Zoppello, Pretty everything I found on the ground walking from my home to here (20 min)
Una performance di walking-art. Una camminata che parte al mattino dall’abitazione di Zoppello a Trento e coinvolgerà il pubblico nei pressi della Chiesa di S.Osvaldo in una cerimonia-azione finale, una sorta di purificazione tramite i materiali raccolti lungo il cammino, nel segno di aria-acqua e fuoco .

Osvaldo Maffei, Vigilia (20 min)
Il video ripercorre la preparazione della performance Vigilius, realizzata in occasione del Dolomiti Pride 2018. Vigilia è backstage, rivive e documenta attraverso le immagini di Thomas Saglia che si impregnano del significato dell’attesa implicito nel titolo che allude anche al concetto di veglia, vigilanza su ciò che ancora deve accadere.

Renato Sclaunich, Yellow vibrations (omaggio a John Cage) (10 min)
Il colore giallo è il simbolo della luce del sole e dell’energia mentale e fisica. Chi è attratto dal giallo manifesta vitalità, accoglie con gioia le novità, solitamente è dotato di una fervente immaginazione. Ma cosa centra il giallo con J. Cage e quella sua particolare composizione del 1952? Quali erano le intenzioni del compositore? Il silenzio è un utopia?

Giovedì 5 settembre ore 18.00
Ruggero Maggi, Critici all’attacco – Buon Centenario GAC” 2014 (10 min)
con la collaborazione di Piero Cavellini e di Lillo Marciano
arciere: Oscar Ventura
Realizzata nel 2014 in occasione del centenario di Guglielmo Achille Cavellini (GAC), artista bresciano ideatore dell’autostoricizzazione, e qui riproposta, la performance è un contrattacco ai critici di cui GAC è stato bersaglio durante la sua vita.

Sergio Poggianella, Sciamani danzanti (15 min)
I tempi e le geografie delle pratiche sciamaniche s’incontrano nella centralità del corpo, del movimento, della presenza suggestiva dello sciamano. Al racconto video di diverse esperienze raccolte negli anni attraverso i viaggi di Sergio Poggianella, si unisce l’intervento di sciamani danzanti.

Lome, La danza di Fonio (20 min)
Sei danzatori conosciuti durante il festival Oriente Occidente danzeranno una leggenda Dogon secondo la quale l’Universo è stato creato da un segno, celebreranno Fonio, uno dei cereali più antichi utilizzati dagli esseri umani per la loro alimentazione coltivato in Africa dal 5000 a.C.

Performance Dipinta
a cura di Francesca Piersanti, Lorenzo Menguzzato, Sergio Poggianella
Ostello di Rovereto – Via Scuole, 18
31 agosto – 11 settembre 2019
Ore 10 – 12 e 14 – 20
Inaugurazione sabato 31 agosto ore 18.00

Dipinti, fotografie e progetti, libri di Dangelo, Lome, Anna Boschi, Gudrun de Chirico, Jakob de Chirico, Gigi Zoppello, Osvaldo Maffei, Renato Sclaunich, Eugenio Lanfranco, Ruggero Maggi, Gerard Broutin, Giuseppe Desiato, Lamberto Pignotti, Jack Hirschman, Gabriele Picco, Roger Fritz, Luc Fierens, Kiddy Citny, Gianfranco Grisi, Tullio Mazzotti, Orazio Bacci, Orazio Gaetano, Giorgio Moiso, Alberto Casiraghy, Francesco Aprile, Ben Vautier, Luigi Bonotto, Heinrich Bunzel, Ampelio Zappalorto, Joseph Beuys, Sarenco, Giuseppe Chiari.

Con il patrocinio di
Oriente Occidente
Comune di Rovereto

Partnership:
Distetto Famiglia Vallagarina
Ostello di Rovereto – Il Faggio Soc. Coop
Aste Dolomia
Bosco dei Poeti
Associazione Santa Maria Incontra
Casa del Vino Vallagarina

Francesco Aprile, libro d’artista, agosto 2019
Francesco Aprile, libro d’artista, agosto 2019

 

 

Francesco Aprile, poema silenzio, agosto 2019
Francesco Aprile, poema silenzio, agosto 2019
Francesco Aprile, poema silenzio, agosto 2019
Francesco Aprile, poema silenzio, agosto 2019

Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (prima e seconda parte) – 2/3

Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (seconda parte)

https://www.salentoinlinea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6468&catid=53&Itemid=696&fbclid=IwAR1_qX2sehCD89hDL6-aZMxXpSPSeWoFtQvHLwtcwiEQOFNs2VLWbc5cVic

Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico (prima parte)

https://www.salentoinlinea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6467:antonio-l-verri-la-morte-dell-oggetto-unico-prima-parte&catid=53:sp-266&Itemid=696

 

Poema silenzio, 10/08/2019

f. aprile, poema silenzio (asemic writing poem), 10/08/2019

Toma poeta della vita @ Cultura salentina – 06/08/2019

Toma poeta della vita @ Cultura salentina – 06/08/2019

Toma poeta della vita – CULTURA SALENTINA (Pdf)

Egidio Marullo, Canto alla macchia per Salvatore Toma, 2015

“Alla deriva/ c’è invece il mare/ il mare aperto infinito/ alla deriva/
c’è finalmente la vita/ filtrata digerita/ c’è la leggerezza/ del corpo vuoto”
S. T.

Salvatore Toma (Maglie 11 maggio 1951 – 17 marzo 1987), poeta, in vita pubblicò le raccolte “Poesie – Prime rondini”, “Ad esempio una vacanza ( A Baby)”, “Poesie scelte”, “Un anno in sospeso”, “Ancora un anno”, “Forse ci siamo”. Nel 1999, a cura di Maria Corti, vide la luce il “Canzoniere della morte” per i tipi di Einaudi.Quella di Toma è una poesia che tiene insieme vita e morte, natura e spirito, che intreccia gli opposti costruendo uno scontro apparente sulla pagina, lasciando alle parole il compito di veicolare la necessaria compenetrazione di questi elementi e la propedeuticità assunta dagli aspetti negativi verso quelli positivi.
La parola come materia diviene segno da frammentare e la deformazione del poetico trova agio in una serie di manifestazioni connesse più di quanto si possa immaginare. L’opera di Toma tiene insieme il lirico e l’antilirico, il poetico e il visivo percorrendo strade impervie, mai sicure, preferendo sempre l’audacia e lo sberleffo alla quieta rassegnazione del pacificato e comune, quantomai scontato, statuto docile di certa poesia che si vuole e si dà come consolazione. Con Salvatore Toma diventa possibile tracciare una linea fra la poetica e una dimensione collaterale, privata, che ha avuto modo di viaggiare per l’Italia attraverso il canale postale, divenendo dunque assimilabile alle formulazioni della mail art, mantenendo, nel caso del poeta di Maglie, una connessione strettissima fra il gioco ironico mail-artistico e la traiettoria poetica. La giustapposizione fra attività poetica, lineare, e tracciato mail-artistico in Toma procede a partire da un processo di dispersione del soggetto; dove all’esaltazione del dato lirico segue lo svuotamento dello stesso nella natura e/o nella morte come elementi rafforzativi della vita. Alla morte tanto versificata dall’autore segue un ritorno alla vita il quale è preceduto da uno spossessamento del soggetto che sconfina nella totalità della natura e/o della massa inorganica; a partire da ciò, l’autore, restituito a nuova vita, perde i caratteri dell’autoaffermazione lirica, ritorna a nuova vita, sì, ma con occhi diversi: «ci ho messo una croce / e ci ho scritto sopra / oltre al mio nome / una buona dose di vita vissuta. / Poi sono uscito per strada / a guardare la gente / con occhi diversi». Alla natura e alla morte, come elementi divenuti strumenti di liberazione dall’umano e dal sociale, segue la disgregazione del nome. Già il nome, affibbiato alla croce e lì abbandonato, è sintomatico della disgregazione poetico-visiva operata dal Toma “mail artista” irriverente e provocatorio che inviava cartoline in tutta Italia, spesso quasi nell’assenza di una reale intenzione di stringere rapporti letterari con altri autori, ma mosso dalla verve polemica dello sfottò sbeffeggiava autori, editori, critici. Montale, l’undici aprile dell’Ottanta, ammoniva il poeta di Maglie, invitandolo a desistere e abbandonare la strada di una “presunta” calunnia. Nella pratica collaterale del verbovisivo e della mail art ritroviamo in Toma la frantumazione del soggetto o, meglio, dell’identità socialmente istituita. A farne le spese è il nome che viene disgregato e da Salvatore Toma diventa un ironico “-Re Toma” assimilabile all’operazione “A great poet” compiuta dallo stesso, dunque al senso della croce, della sepoltura come annullamento del soggetto lirico e sociale a vantaggio di una affermazione vitale diversa.
Il tema della fine, allora, è affrontato con la consapevolezza dell’inizio, la fine è un nuovo inizio e nell’uscir fuori dai canali del socialmente accettabile, l’autore intreccia la sua esistenza con quella del mondo naturale che si dà nella sua opera come alterità sopravveniente, sempre presente, nascosta eppure costante e sul punto di manifestarsi.

“La mia idea di morte si fa chiara/ in questo vuoto, come l’idea di Dio. / A me Dio piace indovinarlo/ in una pietra qualunque,/ in un’infanzia serena,/ in un frutto maturo,/ nell’onda del mare,/ che come la morte cancella il mio nome”.

L’idea di Dio è quella di uno spiritualismo che trova ambiti di esistenza in ogni dove, è in tutte le cose, ha in sé tutte le perfezioni e prepara il terreno per la disgregazione del soggetto che, frantumato, si diffonde in tutte le cose rivolgendo il proprio sforzo autorale alla critica della società. Ma si tratta di una critica innervata sul tessuto dell’ironia, dello sberleffo, dello sfottò di una parola caustica e insolente:

“Quando sarò morto/ che non vi venga in mente/ di mettere manifesti:/ morto serenamente/ o dopo lunga sofferenza/ o peggio ancora in grazia di Dio. / Io sono morto/ per la vostra presenza”.